Ecco la Recensione del Film Juno

Prima di cominciare, è bene spiegare una cosa fondamentale: Juno non è un film contro l’aborto. Lasciamo stare le voglie, cui è soggetta Hollywood, di gravidanze a tutti i costi in un mondo tinto di rosa dalla morale maschilista, ricordiamoci che sempre nei film americani (soltanto in quelli però) le ragazze rimaste incinte per sbaglio ottengono promozioni, proposte di matrimonio e strabilianti avventure erotiche. Invece Juno canta fuori dal coro, nonostante i benpensanti e poco intelligenti non ci siano arrivati.


Juno è un film streaming d’amore. È la storia di un’adolescente che decide di conoscere il sesso in un noioso pomeriggio d’Agosto con il suo migliore amico. Rimane incinta, e quando prova ad abortire non ce la fa perché la clinica è inospitale, e ormai il piccolo ha già il cuore e le unghie. Di nuovo Juno decide, sceglie Mark e Vanessa come genitori adottivi, e messa di fronte alle difficoltà degli adulti si interroga sull’amore, piange perché il ‘per sempre felici e contenti’ delle favole non esiste. Alla fine scopre che l’amore per lei era dietro l’angolo, e prosegue la sua vita.


La forza di questo film sta nella disarmante semplicità: la vicenda è spinosa, ma una adolescente intelligente, sebbene irresponsabile nei suoi sedici anni, aiutata dalla famiglia e lasciata libera di scegliere, segue un percorso così lineare da sembrare fantascientifico. È padrona del suo corpo, ne accetta le conseguenze. La maternità è un’altra storia, è la storia di Vanessa. La forza di questo film sta anche nei dettagli: dettagli veri e vivi della vita di una ragazzina come tutte noi siamo state, con una camera in disordine, un abbigliamento senza gusto, una smisurata passione per il cibo spazzatura, un linguaggio incline al turpiloquio.


Ed ecco il punto di squilibrio, i dialoghi. Che la blogger Diablo Cody sia il fenomeno dell’anno per la scrittura cinematografica siamo tutti d’accordo. Ma la ragazza, tatuata come Braccio di Ferro, ha fatto bene a non nascondere il passato da spogliarellista. Perché si sente. La storia è scritta con il cuore e con la testa e per questo l’abbiamo amata molto, ma i dialoghi di una Juno faccia d’angelo che dice ‘devo solo scodellare il fagiolo e lasciarvelo’ fanno ridere e rabbrividire. Calcare la mano sullo slang adolescenziale è pericoloso, e l’effetto macchietta è stato centrato in pieno.
Intelligente la regia del trentenne Jason Reitman, figlio d’arte di papà Ivan (il celebre regista dei due Ghostbusters) e regista rivelazione con Thank you for smoking (2006), buffa la trovata di rappresentare il tempo che scorre con la perenne maratona della squadra di atletica del liceo, sublime di autentica bellezza Jennifer Garner finalmente in un ruolo serio.

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